Voltri - Acquasanta (165 m slm) - Giutte (425 slm) - Bivio sterrato verso Cappelletta di Masone - Cappelletta di Masone (650 m slm) - Sterrato verso forte Geremia - Forte Geremia 801 m. slm.) - Passo del Turchino (532 m slm) - Voltri - Fabbriche (inizio strada Costa d'Erca) - Voltri
Il Forte Geremia è una fortezza militare dell'Appennino Ligure occidentale, che sorge (ad un'altitudine di 806 m s.l.m.) sul crinale appenninico principale, a brevissima distanza dalla costa (7 km in linea d'aria) e nel punto in cui convergono le valle del Cerusa, quella del Leiro e la valle Stura. Il forte fu costruito dal genio militare del Regno d'Italia, verso la fine del XIX secolo[1], sull'ampia anticima orientale del Bric Geremia (819 m) dal quale prende il nome, formava un complesso di fortiticazioni che, assieme alla vicina Batteria Aresci (ora semidistrutta), aveva lo scopo di controllare il Passo del Turchino e le valli adiacenti. La decisione della sua edificazione fu voluta per un maggior controllo del valico appenninico che, a partire dalla fine del XIX secolo, assunse grande importanza storica e commerciale per le vallate del Ponente genovese e per la stessa Genova.
Le due costruzioni difensive, circondate da un notevole fossato, furono dotate di un telegrafo e di una strada militare permettendo così un rapido collegamento viario e di comunicazione. Presidiata fino alla prima guerra mondiale la Batteria Aresci fu interessata il 28 gennaio del 1914 da un'esplosione della polveriera che, oltre a causare la morte di alcuni soldati, danneggiò alcune parti della batteria. Successivamente abbandonata, principalmente per mancanza di utilizzo bellico, della batteria rimangono ancora oggi visibili il corpo di guardia e l'antistante piazzale dove, a fianco, sorgevano le postazioni di fuoco e la caserma.
Il Forte Geremia si presenta invece come una caserma in pietra su due piani e in discrete condizioni strutturali nonostante l'abbandono dopo la seconda guerra mondiale. Secondo studi approfonditi la caserma poteva contenere più di cento unità di truppa e l'armamento era composto da due cannoni da 9 BR/Ret e da sei cannoni da 12 BR/Ret controllando così il vallone del Turchino e le alture dello Stura e Vezzola. La polveriera, isolata da un'intercapedine ad anello, fu ricavata all'interno del monte Geremia e ancora oggi una galleria-corridoio permette di raggiungerla dalla caserma. In un'estremità della caserma è presente una caponiera avente lo scopo di controllo dell'ingresso, del piazzale antistante e soprattutto della strada di accesso al forte. Oggi, anche grazie ad un recente lavoro di restauro e conservazione, è stato trasformato in un centro visite e di sosta attrezzata del parco naturale regionale del Beigua.
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Bello. Complimenti per la descrizione e le foto! (fdrive75)
Interessante! Bella pista, mi sembra di capire che hai fatto tutto da solo! Belli gli autoscatti. (darcab)